COMITATO UNITARIO per lo Sviluppo di Frigole e del Litorale Leccese

L’Ecomuseo delle Bonifiche di Frigole

L’Ecomuseo delle Bonifiche a Frigole potrà mettere in mostra la storia e la cultura dell’agro a nord di Lecce

Mappa di Comunità FrigoleL’agro a nord di Lecce possiede la lunga storia, in parte ancora da riscoprire, di un territorio ripetutamente trasformato dalle bonifiche tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 e colonizzato con l’assegnazione delle terre dei latifondi ai contadini. L’Ecomuseo delle Bonifiche di Frigole vuole raccontare una storia ricca di successi e di eventi ma anche il presente di un territorio attraverso gli occhi della sua comunità.
L’Ecomuseo, ideato dal Comitato per lo Sviluppo di Frigole e del Litorale Leccese, ha ora ottenuto il riconoscimento della Regione Puglia sulla base della legge regionale 6 luglio 2011 n.15, ma già dal 2014 è stato avviato il percorso ecomuseale, attraverso laboratori che hanno coinvolto la comunità locale, proposte relative allo sviluppo del territorio e al Piano Urbanistico Generale, eventi e passeggiate di conoscenza del territorio, azioni formative e creative presso la scuola primaria. Dal 2016, in partnership con il SAC ‘Terre di Lupiae’ di Lecce, è stato realizzato il Laboratorio del Paesaggio di Frigole per la creazione della Mostra del Paesaggio di Frigole e Borgo Piave, che è stata inaugurata al Museo Storico di Lecce il 6 luglio 2017 dal neo-eletto sindaco di Lecce e che è stata allestita per tre successive edizioni nel Salone Comunale di Frigole. Essa ha coinvolto fattivamente la comunità di Frigole e ha rappresentato un’altra tappa fondamentale del percorso ecomuseale.
Nel 2017 CUFRILL ha partecipato al bando Lecce Città del Libro, con il progetto “Leggere per conoscere le proprie radici – Ti leggo un libro mi racconti una storia” classificandosi al 4° posto ed ottenendo il finanziamento richiesto. Il progetto ha coinvolto i bambini e le insegnanti della scuola primaria di Frigole e alcuni “nonni”. Basandosi sul racconto di episodi del passato e con gli strumenti per la creazione delle fiabe offerti da due operatrici culturali, gli alunni delle diverse classi hanno creato “Le Fiabe di Frigole”, tre racconti illustrati con i loro disegni, riferentesi al territorio di Frigole e Borgo Piave, con personaggi realmente vissuti. Il libro è stato poi pubblicato ed è disponibile nelle librerie della città.
L’ecomuseo delle Bonifiche di Frigole è perciò il frutto di una “produzione sociale del paesaggio”. In altre parole, nell’ambito delle attività dell’ecomuseo, le comunità di Frigole, Borgo Piave e di tutto il territorio che fu interessato alle bonifiche, hanno individuato veri e propri “consigli per l’uso” per la fruizione del paesaggio relativo al proprio territorio. Sono stati proposti percorsi di conoscenza di tipo didattico – educativo delle testimonianze di cultura materiale e immateriale, partendo dalla storia della grande bonifica del Novecento che ha interessato queste terre e che ancora oggi segna la storia della sua gente.
In realtà già il proprietario di queste terre, Federico Libertini, tra il 1870 e il 1890, avviò i primi interventi di bonifica impiegando risorse economiche ingenti, oltre alle sue energie umane e formando il primo nucleo dell’attuale borgata, intorno alla masseria. La bonifica fu poi ripresa agli inizi del ‘900 e, sotto l’impulso di Antonio Sansone, fece diventare Frigole un modello di trasformazione sociale e di modernità per l’intera nazione italiana. Sfruttamento dei suoli sottratti alle paludi, impianto di colture innovative, vivai di piante pregiate, allevamento di razze particolari di bestiame e acquacoltura nel bacino di Acquatina, moderne macchine agricole, forme più vantaggiose di mezzadria, attirarono molti contadini verso un territorio diventato ormai appetibile.
Le definitive opere di bonifica dell’Opera Combattenti e gli ulteriori interventi di suddivisioni e assegnazioni poderali introdotti dall’Ente Riforma negli anni Cinquanta, portano all’attuale assetto del territorio, con i nuovi agglomerati di Borgo Piave e Borgo Montegrappa. In quel periodo si sviluppano i più importanti servizi per favorire la stanzialità della popolazione, che ammontava ormai a 800 residenti, resa possibile dal risanamento del suolo e dell’ambiente. Esistevano infatti due scuole primarie, il frantoio, un presidio medico-infermieristico e ostetrico, la chiesa, un servizio postale (incaricato tra l’altro della distribuzione del chinino per combattere l’endemia malarica); si tracciano le strade attuali, sono garantiti i trasporti per la città, si comincia a valorizzare il litorale.
Venuta a mancare l’azione organizzatrice, propulsiva e formativa dell’Ente Riforma (1965), prende inizio un lento decadimento del territorio. L’agricoltura è in parte abbandonata, si verificano fenomeni di abusivismo, i lidi di pietra cementificano il lungomare, si installa il poligono militare, che taglia in due il litorale tra Frigole e San Cataldo.
L’Ecomuseo delle bonifiche di Frigole, attraverso la riscoperta delle proprie radici e del proprio territorio, potrà contribuire alla sua rigenerazione e al suo sviluppo. Il luogo fisico più adatto per una mostra permanente dell’Ecomuseo è lo stabile delle Idrovore, sul litorale di Frigole, opportunamente ristrutturato ed adattato, che ospita già le nuove idrovore ancora funzionanti e resti delle vecchie pompe a carbone e che potrebbe arricchirsi di attrezzi agricoli e meccanici utilizzati nel passato, di documenti storici, di fotografie e di pannelli illustrativi. Il lavoro di ricerca svolto da Antonio Passerini e pubblicato nel 2012 dall’allora Consiglio di Quartiere nel libro “Una comunità dalle molte radici. La nascita dei borghi Frigole, Piave e Grappa sul litorale di Lecce” fornisce già un qualificato supporto storiografico per l’Ecomuseo delle Bonifiche di Frigole.

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